2010-09-21

ARCHBISHOP LUIGI ACCOGLI
FORMER APOSTOLIC NUNCIO IN SYRIA

L'ARCHÉVEQUE LUIGI ACCOGLI
ANCIEN NONCE APOSTOLIQUE EN SYRIE

(1917 - 2004)



 

Archbishop Luigi Accogli's impressions on Soufanieh (italian)
Impressions de l'archévêque Luigi Accogli sur Soufanieh (italien)

General audience in Vatican in the presence of Pope John-Paul II
Aud
ience générale au Vatican en présence du Pape Jean-Paul II

Inauguration of the Center  'Nostra Signora di Soufanieh'
Inauguration du Centre  'Nostra Signora di Soufanieh' 

Interior of the Center   'Nostra Signora di Soufanieh'
Intérieur du Centre  'Nostra Signora di Soufanieh' 


SOMMAIRE DU SÉJOUR DE MYRNA EN ITALIE ET AU VATICAN

DU 15 OCTOBRE AU 22 OCTOBRE 1999
EN RÉPONSE à L'INVITATION DE SON EXCELLENCE
L'ARCHEVEQUE LUIGI ACCOGLI
ANCIEN NONCE APOSTOLIQUE EN SYRIE


Soeur Marthe, la secrétaire du Nonce était présente et témoin de tous les événements survenus au cours de ce séjour.

VENDREDI 15 OCTOBRE

2:30 PM ARRIVÉE DE MYRNA NAZZOUR DE SYRIE ET DE GABRIEL BERBERIAN (DOCUMENTARISTE DU CANADA)
4:00 PM MESSE à L'ÉGLISE NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPÉ, Via Aurelia, 800, Rome.

Célébrant: Archevêque Luigi Accogli, Nonce Apostolique
Concélébrants:
   Archevêque Vincenzo Tricarico, Nonce Apostolique
   Mgr Bruno Marino - Paroisse de Vitinia
   Père Léon Reboul, St-Sauveur - France
   Père Luigi Padovese - Professeur à l'université Antonienne Franciscaine Grégorienne

Aussi présents:
    Cardinal Épilio Rossi
    Mouvements de prières charismatiques
    Divers organisations religieuses
    Journalistes français et italiens

 Assistance: Environ 500 personnes
 Cette liste n'est pas exhaustive.

 [filmé en vidéo et photographié]  

5:00 PM BÉNÉDICTION DE LA STATUE DE PADRE PIO AU CENTRE "NOSTRA SIGNORA DI SOUFANIEH" par le Cardinal Opilio Rossi - Via Aurelia 737, Rome -  L'huile apparut sur les mains de Myrna lors de son témoignage.  L'huile est restée dans ses mains, sans tomber par terre pendant au moins 20 minutes.  Afin de ne pas interrompre son témoignage, Myrna signa les personnes présentes avec l'huile qu'une fois son témoignage terminé.  La majorité du clergé qui était à l'église était aussi présent à cette occasion. 

[filmé en vidéo et photographié]   --- PHOTOS

6:00PM EXPOSITION DE PHOTOS DE PADRE PIO - Via Aurelia 480, Rome  [filmé en vidéo et photographié]

SAMEDI 16 OCTOBRE

Entrevue avec un journaliste italien - 55 questions à Myrna (quelques-unes par le Nonce)
Visite du Vatican
Visite du couvent des Carmélites au Vatican

DIMANCHE 17 OCTOBRE

Messe en l'église Notre-Dame du Divin Amour en banlieue de Rome. Célébrant: Archevêque Luigi ACCOGLI, Nonce Apostolique.

LUNDI 18 OCTOBRE

Départ de Rome en direction de San Giovanni Rotundo; lieu ou mourut Padre Pio.  Arrêt bref à Lanciano, site du Miracle Eucharistique.   Myrna fut aussi invitée à donner son témoignage lors d'un mariage, et l'huile lui couvrit les mains.
Visite du couvent des religieuses de la CASA DI REPOSO LABOR.
Messe célébrée par Mgr LUIGI ACCOGLI dans la chapelle abritant le tombeau de Padre Pio.
[filmé en vidéo et photographié]

MARDI 19 OCTOBRE

Vers 10:45, à Andrano, l'huile coula des mains de Myrna dans la chapelle privée du Nonce, Mgr LUIGI ACCOGLI en présence de quatre personnes.
Visite de PIETRELCINA, lieu ou vécut Padre Pio.  Bref arrêt à Lecce. Retour vers Rome.
[filmé en vidéo et photographié]

MERCREDI 20 OCTOBRE

Vers 9:30, nous assistons à l'audience générale du Pape au Vatican.

JEUDI 21 OCTOBRE

En début d'après-midi, lors de la visite de Myrna aux Soeurs de Sainte-Croix à Rome, l'huile coula des mains de Myrna.
En soirée, après la messe célébrée par Mgr LUIGI ACCOGLI à des pèlerins Écuadoriens, pendant que Myrna donnait son témoignage, l'huile se manifesta sur ses mains.  Environ 200 personnes étaient présentes.
Ces deux événements ne furent pas filmés par Gabriel Berberian, car il était déjà retourné au Canada le 20 octobre.


 
LUIGI ACCOGLI

Nunzio Apostolico

Una vita al servizio della Chiesa

  • Mgr Antonio Antonaci

Ed. PANICO

Stampato nol mese di dicembre 1993
Negli stabilimente delle Grafiche Panico
73013 Galatina (Lecce)
Italy
S.S. 476 Km. 18,600
Tel. E Fax 0836/569421

 


SOUFANIEH PHOTOS 1 2 3 4 5 6  
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IL SEGNO ARTICLES 1999 1 2 3 4    
  2000 1 2 3 4 5  

Extraits du livre ci-dessus


(page 16)

Monsignor Accogli proviene dal Salento, l'estrema punta meridionale d'Italia, lì dove la Madonna di Leuca, quella che è chiamata ''de finibus Terrae", domina sovrana su tutta la Terra d'Otranto. Ma poi, anche nella sua Andrano, all'ombra della Madonna della Grazia, più nota, tra il popolo, sotto il titolo "delle Grazie", Accogli ha succhiato col latte materno la devozione a Maria. D'altra parte, se si dovesse fare un profilo biografico delle grandi figure sacerdotali di ieri e di oggi, nella Terra d'Otranto, si constaterebbe che, in un modo o nell'altro, la Vergine Maria è stata sempre Colei che ha guidato le anime di tanti sacerdoti in tutte le diverse forme di apostolato.

Ed ora che il Nunzio Accogli è tornato entro le mura della sua terra natale, il suo pensiero è sempre rivolto alla Madonna. Basti pensare a come e quanto egli vada diffondendo nella sua diocesi di Otranto la devozione alla Vergine di Soufanieh (Damasco) - quella che è chiamata, anche dai musulmani, la "Lourdes d'Oriente". Il suo cammino per le vie del mondo, lungo itinerari i più disparati, ha trovato sempre, ad ogni angolo, il volto materno di Maria. Dalla Madonna dell'Attàrico di Andrano a quella dei Martiri nel seminario di Otranto, alla "Regina Apuliae" nel seminario di Molfetta, alla Madonna della Fiducia nel seminario del Laterano a Roma, alla "Legione di Maria" a Formosa, a Nostra Signora di Damasco, è tutta una costellazione, che ha dato respiro spirituale e grande conforto a quest'uomo che, oggi, pur nella cornice di una capigliatura canuta, mostra la freschezza interiore d'un cuore pieno di speranza e proiettato nel futuro di Dio. E sempre vero che, per un sacerdote e, di più, per un vescovo che sia degno del suo carisma, il Signore è Colui "qui laetificat iuventutem... ", che rende gioiosa la giovinezza; ma è anche vero che la Madre del Signore à la "fontane vivace" (Dante, Par XXXIII. 12) che la fa sempre più fresca e feconda di grazia.

(page 175)

I suoi incontri con i fratelli ortodossi sono stati sempre improntati alla preghiera verso la "Theotókos", la "Odegitria", la "Méter Theoú", tante volte vista ed invocata nelle infinite icone d'Oriente, cosi come l'aveva vista ed invocata in quelle della sua natìa Terra d'Otranto. In questi termini egli parlò con Filarète, inviato del Patriarca di Mosca, Pimen, e con tutta la delegazione che lo seguiva a Damasco, in visita in Medio Oriente (alla fine dell'anno 1989); e così parlò anche col successore di Pimen, Alessio 11, anch'egli giunto ín Siria (5 ottobre 1991) per un incontro con le Chiese sorelle. Nel tema centrale della Pace entrava, quasi in maniera congeniale, quello dell'unità dei cristiani, e quindi dell'auspicata unione delle Chiese.

Uno dei primi passi concreti che il Nunzio proponeva ai suoi interlocutori ortodossi, il più immediato e nello stesso tempo il più realizzabile con un po' di buona volontà, era quello dell'unificazione dei due calendari liturgici per la da~ ta della celebrazione della Pasqua del Signore. Questo, del resto, aveva chiesto la Madonna di Soufanieh in una delle apparizioni a Myrna, come si vedrà nel capitolo seguente.

La disunione tra i cristiani, aveva detto la Vergine, è la più grave ferita inferta al Corpo del Signore!

L'azione di monsignor Accogli per l'Unità dei cristiani, come del resto, tutti gli altri suoi passi in favore della pace e per il dialogo inter-religioso, non era un'iniziativa personale autonoma, una specie di hobby; essa rientrava in tutto il contesto dell'attività della Chiesa e nei desideri del Papa. Era, in altri termini, tutto un piano d'azione e di comportamento, un richiamo alla disponibilità sincera, tesa a dimenticare antiche animosità tra fratelli.

(pages 197-198)

E doveroso dare atto al realismo da cui è stato mosso il Nunzio del Papa nel perseguire i tre ideali: l'Unità, il Dialogo, la Pace. Egli, tuttavia, non si è fermato alle buone intenzioni; ha bensì guardato alla situazione concreta da affrontare. Senza rendersi vittima di affrettati semplicismi, ha visto anzitutto che l'unione con i cristiani separati da Roma non è un fatto che si possa risolvere a tavolino, ai vertici delle due parti. Esso deve essere un fatto che venga da una lunga, paziente e costante opera di accostamento delle comunità cristiane: un dovere che tocca personalmente i pastori delle due parti.

Si è accennato in questo libro alla proposta che Monsignor Accogli ha fatto a tutti i Patriarchi di Siria, prima di lasciare definitivamente Damasco. Forse è l'ultimo atto ufficiale che egli abbia compiuto nella sua missione al servizio della S. Sede. La proposta consiste nell'invito ad unificare la data della celebrazione della Pasqua. In una lettera del 17 febbraio 1993 "alle Loro Santità e Beatitudini il Nunzio li invita a dare una testimonianza dei loro sforzi a conseguire quell'unità che il Signore vuole da tutti i cristiani; si rende ben conto della complessità della questione, che ha bisogno, egli dice, di tempo perché sia studiata e ben definita; e tuttavia dà un suo suggerimento per giungere ad un accordo risolutivo tra i Patriarchi stessi: seguire ad anni alterni il calendario ortodosso e quello gregori ano: " [ ... ] suivre les différents calendriers à tour de rôle, chaque année (par exemple, 1993 Calendrier Orthodoxe, 1994 Calendrier Grégorien, etc ... )". Egli sottolinea che si tratta di una sua proposta personale, che vuol presentare al termine della sua missione in Siria: una semplice proposta sottolinea il Nunzio, di studio della questione per 'Aare ai nostri fedeli la gioia di sentirsi unificati" (" ... donner à nos Croyants la joie de se sentir unifiés").

E indubbiamente un seme gettato, che potrebbe fruttificare, tanto più che la proposta non era poi una iniziativa del tutto personale e casuale, né passata per la mente del Nunzio dall'oggi al domani. Il problema della celebrazione della Pasqua in una stessa unica data del calendario, era venuta dalla Madonna di Soufanieh, nell'ultima delle sue confidenze alla veggente Myrna Nazzour, come si dirà più avanti. Il 26 novembre 1990, la Vergine aveva detto che le estasi della giovane sarebbero cessate fino a quando non si fosse unificata la festa della Pasqua (cf. P. Élias Zahlaoui, Souvenez-vous de Dieu, Paris, O.E.I.L., 1991, p. 154). L'idea della data della Pasqua l'aveva lanciata proprio il p. Zahlaoui, molto prima delle apparizioni di Soufanieh. Ma i primi ostacoli li aveva trovati negli ambienti della gerarchia e del clero ortodosso, che a piccoli passi sta cambiando parere sull'argomento, dietro la spinta di una petizione popolare tuttora in corso (cf. op. cit., pp. 162-63).

Il cammino verso l'unità è lento, ma non impossibile. Il Nunzio Accogli ha molta fiducia nell'intervento della Madonna, Madre e Regina dei cristiani.

(page 207)

Dopo questa premessa, per altro necessaria per entrare nell'ordine di idee di monsignor Accogli, non c'è da meravigliarsi se egli, anche ora che è tornato da Damasco, insiste nella diffusione della devozione alla Madonna di Soufanich, la cui effigie già si vede diffusa in alcune parrocchie dell'arcidiocesi di Otranto, sua terra d'origine e culla della sua formazione sacerdotale.

Riassumiamo molto brevemente la vicenda delle apparizioni di Soufanieh. Esse risalgono al 1982, più propriamente al sabato 27 novembre, vigilia della prima domenica d'Avvento. Protagonista è una giovane donna, Myrna, da poco sposata con Nicola Nazzour: lei greco-cattolica; lui, greco-ortodosso. Nella casa di questi giovani sposi c'era una piccola immagine della Vergine - un'icona che Nicola aveva portato dalla Bulgaria - da cui, quel sabato, cominciò a manifestarsi, quasi per un processo di essudazione, olio d'uliva autentico, quello che si produce negli uliveti di Siria, alberi identici ai grandi ulivi del Salento. Codesta essudazione, da allora, si va manifestando nelle mani e in più parti del corpo di Myrna.

Da quel 27 novembre dell' '82 al 24 marzo dell' '83, la Madonna è apparsa ben cinque volte (la seconda volta, il 18 dicembre '82; la terza, l'8 gennaio '83; la quarta, il 21 febbraio '83). Dalla seconda apparizione fino all'ultima la Madonna ha lasciato sempre un suo "messaggio". Ai messaggi della Madre si sono aggiunti, nel tempo, quelli di Gesù. Tutti hanno avuto come interlocutrice Myrna, ed hanno riguardato l'unità della Chiesa, l'invito alla preghiera per la pace nel mondo e per la conversione dei peccatori; e, sempre più insistente, quello dell'unificazione della celebrazione della Pasqua nel calendario liturgico di tutte le Chiese cristiane.

(pages 208-211)

Monsignor Accogli, appena giunto a Damasco, reso edotto in precedenza del "fenomeno" -Soufanich, andò molto piano nell'affrontare il problema. Si pose nella normale situazione di prudenza con cui la Chiesa guarda a questi fatti straordinari. La Chiesa va sempre con i piedi di piombo prima d'intervenire con un suo giudizio su certi avvenimenti che, perlomeno, fanno riflettere. E Soufanieh è uno di questi. Il Nunzio, perciò, lasciò trascorrere del tempo, prima d'intervenire. Secondo il suo costume, come aveva fatto in altre situazioni scabrose, in Cina, in Ecuador, in Bangladesh, nella stessa Siria, volle rendersi conto di persona di tutta la vicenda. Per la prima volta si recò nella zona di Soufanieh, soltanto l'8 settembre 1989, dopo circa un anno dal suo arrivo a Damasco; poi ricevette Myrna in Nunziatura, dopo due mesi, il 7 dicembre. Era la vigilia dell'Immacolata, e l'Arcivescovo non trovò data più adatta di quella per far partecipare la giovane alla Messa che egli stesso celebrava nella cappella della Nunziatura. Il fenomeno dell'essudazione di olio dalle mani si ripetette anche in quella circostanza.

Ma prima di fare questi passi, Monsignore s'era largamente informato attingendo a "fonti" serie, dotate di grande discrezione e di forte spiritualità. Dall'esame di codeste "fonti" , anche noi siamo giunti a formularci un certo giudizio su Soufanieh. Giudizio, che resta sempre un "dato" personale. Lo esprimiamo qui, perché forse è questa la sede più adatta per esporre per la prima volta il fatto di Soufanich ai lettori italiani.

Il Nunzio Accogli ha avuto la fortuna d'incontrare, in tutti i Continenti in cui è andato a servire la Chiesa, dei sacerdoti dotati di grande spiritualità: che siano stati semplici preti o frati, monaci o missionari, oppure alti prelati e cardinali, questo non importa: la santità della vita non è un monopolio; essa traspare, prima o poi, anche quando la pianta dell'umiltà cerca di nasconderla. Queste cose non ce le ha dette l'arcivescovo Accogli, ma le abbiano desunte dal cumulo di documenti che ci è stato possibile consultare e rendere di pubblica ragione.

Orbene, uno tra i sacerdoti che il Nunzio ha incontrato a Damasco, è stato padre Élias Zahlaoui, apostolo nella chiesa di Nostra Signora di Damasco, padre spirituale di Myrna, la veggente, e divulgatore della devozione alla Vergine di Soufanieh. Il libro, che abbiamo citato nelle pagine precedenti, a cui p. Zahlaoui ha dato il titolo molto significativo di Souvenez-vous de Dieu (la prima espressione uscita dalle labbra della Vergine nell'apparizione a Myrna, del 18 dicembre 1982, alle ore 23.37), inquadra tutto l'argomento sia sotto il profilo storico sia sotto quello dell'analisi del fenomeno. Il testo, infatti, è diviso in due parti ben distinte: la prima si ferma a narrare "I messaggi della Vergine Maria e del Cristo, a Soufanieh"; la seconda, "L'irradiamento di Soufanieh". La parte per così dire "storica" rievoca i fatti, cominciando dalla presentazione della protagonista Mima (e di riflesso, dello sposo, Nicola), le date delle apparizioni, quelle delle estasi, dei messaggi, dei movimenti diversi che si sono succeduti intorno a questo avvenimento (la verifica scientifica sulla natura dell'olio, quella psichiatrica e psicologica della giovane sposa di Nicola, gli spostamenti dei protagonisti negli Stati Uniti d'America e altrove, ecc.), per finire all'ultimo messaggio (registrato da p. Zahlaoui) della Madonna a Myrna, datato 26 novembre 1990. t la Vergine stessa a dire alla donna che quella era l'ultima volta che si manifestava, fino a quando i cristiani di tutte le Chiese non si fossero decisi a celebrare la Pasqua del Signore in una identica data. La Madonna assicurava, tuttavia, che l'olio di uliva avrebbe continuato a manifestarsi sulle mani di Myrna a gloria di Gesù, fino a quando Lui lo volesse, e dovunque lei, Myrna, si trovasse ("quant à l'huile, elle continuera à se manifester sur tes mains pour la glorification de Mon Fils Jésus, quand Il veut et où que tu ailles", op. cit., p. 112).

La seconda parte del libro di p. Zahlaoui è quella che colpisce di più, perché inquadra tutta la Mariologia nel più puro contesto della dottrina cattolica, nelle fonti più genuine del Magistero ordinario e straordinario, nei richiami del Concilio Vaticano II, e specialmente nell'anamnesi dei discorsi del Papa Giovanni Paolo II sulla Madonna e sul suo ruolo nel disegno salvifico del genere umano. 1 concetti di maternità divina di Maria, della Madre Mediatrice della salvezza, del tramite che la Madonna costituisce nei rapporti tra noi umanità peccatrice e il Cristo Salvatore, e quindi di quel che la Vergine è nel quadro del Mistero della Grazia, nell'opera che ella compie ai fini dell'unità della Chiesa, proiettata, anche sul piano storico immediato o lontano, alla costruzione d'un mondo migliore: questi, e molti altri punti-base della teologia cattolica vibrano, sotto la penna del p. Zahlaoui, d'un entusiasmo che raramente s'incontra in altri testi, pur profondi e autorevoli, di tanti freddi e compassati maestri ed autori di libri di teologia. Il che è detto con tutto il rispetto per uomini e testi. P. Zahlaoui, tra l'altro, dice quanto abbiano influito gli avvenimenti di Soufanieh sulla sua vita di prete (op. cit., pp. 158 - 161). Sono pagine che valgono quanto un trattato di ascetica: non insegnata dall'alto di una cattedra, bensì da un'affabile conversazione fraterna, a tu per tu con il lettore. Dopo aver citato la frase di S. Paolo: "Egli [sc. 1 Signore] mi ha scelto dal grembo di mia madre" (Gal 1, 15), P. Zahlaoui, che è un prete cattolico, arabo e siriano, aggiunge: "Dunque senza alcun merito da parte mia. E quando io penso un po' alla mia vita passata, a ciò che la mamma mi ha raccontato di tutta la mia infanzia, e dopo della mia vita nel quartiere, della mia vita in seminario, delle diverse tappe della mia vita, francamente, io non posso che dire grazie al Signore, perché egli mi ha tenuto, come si dice in arabo, per le filacce dei miei capelli [par le mèches de mes cheveux]. Egli mi ha sollevato di peso [il m'a tenu à bout de bras]" (op. cit., p. 158).

P. Zahlaoui tiene a dire molto spesso, qua e là nel suo libro, che il fenomeno di Soufanieh è accaduto "nel cuore del mondo arabo" (cf. op. cit., pp. 171-173). Il che è molto significativo per noi occidentali. Il Medio Oriente, la terra di Gesù e della Madonna, aveva forse bisogno di questa particolare manifestazione di Soufanieh. Essa rientra forse nei disegni di Dio. Ed, a proposito, muovendoci sempre su un piano di pallide approssimazioni così come puo muoversi qualsiasi linguaggio umano quando si metta a balbettare su Dio e sui suoi disegni, dovremmo sottolineare due motivi a favore di Soufanieh. Primo, il Signore sceglie sempre i luoghi appartati, lontani dal chiasso, per manifestarsi. La Vergine, Madre del Signore Gesù, si è manifestata, in questo secolo a Fàtima; nel secolo scorso a La Salette e poi a Massabielle (Lourdes); andando ancora più indietro, a Guadalupe, nel mondo latino-americano, e così via. Si tratta sempre di centri piccoli, periferici, divenuti poi santuari famosi. A Soufanieh ci sembra che la Vergine abbia voluto scuotere il mondo arabo, in una terra che è alle radici del Cristianesimo.

(pages 213-216)

Il secondo motivo che ci piace rilevare, e sul quale ci permettiamo di richiamare l'attenzione dei lettori - qualora ve ne fosse qualcuno - è il seguente. Il fenomeno di Soufanieh allarga gli orizzonti pentecostalí della Chíesa, la quale ha il compito di annunziare la salvezza a tutte le genti, senza preclusione di razze, di culture e di linguaggi, secondo il "metodo" usato dallo Spirito Santo nel giorno in cui discese su Maria e gli Apostoli a Gerusalemme.

Il 24 gennaio 1993, domenica, nella chiesa di Nostra Signora di Damasco, un coro di ragazzi, giovani e adulti, forte della potenza di ben 420 cantori, volle rendere un affettuoso saluto di commiato al Nunzio Accogli, divenuto da tempo amico e padre per tutta quella grande famiglia cristiana nel nome della Vergine di Soufanieh. 1 canti furono tutti eseguiti in lingua araba. La stessa esibizione quei giovani del "Choeur-Joie" avevano dato in un recital in onore del cardinale Francis Arinze, durante la sua visita a Damasco, di cui abbiamo parlato. Ma, quel che interessa notare è quel che, certamente sotto la spinta del p. Zahlaoui, lo speaker tenne a dire in apertura al Nunzio Accogli: l'intento dei coristi era quello di "creare un linguaggio musicale sacro comune con una genuina struttura araba, diversa dai canoni classici di musica ecclesiastica. Per noi arabi cristiani, questa è una via tra altre per esprimere la volontà di incarnarci in questo mondo arabo che e squisitamente nostro" ("...For us Arab Christians, it is a way among others to express will to incarnate in this Arab world which is simply ours").

Il fenomeno di Soufanieh entra in maniera stupenda in questo discorso pentecostale. t proprio il caso di esclamare: "Omnis terra adoret Te!", ogni popolo si pieghi in ginocchio dinanzi al Signore (Sal 65, 4). E p. Zahlaoui, "prete arabo siriano, come lo chiama la Dubois, intensamente attaccato al suo paese, alla sua lingua, alla sua cultura (cf. op. cit., p. 9), volle manifestare questo suo desiderio di ridare dignità cristiana alla lingua patria, non solo con il coro potente di Nostra Signora di Damasco, ma anche con una lettera che soltanto lui, con la sua carica di spiritualità profonda e "raggiante" (Dubois, op. cit., p. 10), col "suo stile personalissimo, dal ritmo poetico d'una grande bellezza", d'intensità folgorante, scrisse al Nunzio Accogli, la mattina del 18 febbraio 1993, da Damasco a Damasco, prima che Monsignore lasciasse definitivamente la sede della Nunziatura: "Excellence, mon Père, Vous quittez ce matin Damas, sans la quitter, comme vous l'avez si bien dit hier pendant la célébration Eucaristique [ ... ]"; e prosegue in un inno alato alla Vergine di Soufanieh, all'aiuto che il Nunzio gli aveva dato per la promozione del culto alla Madonna, per terminare poi con la preghiera allo stesso Nunzio d'invitare il S. Padre per una visita pastorale a Damasco, al più presto. P. Zahlaoui accludeva, con un pensiero bellissimo, una cassetta in cui erano registrati i canti in arabo del coro di Notre-Dame, tradotti in lingua francese.

Nell'udienza privata concessagli, il 6 marzo 1993, il Nunzio Accogli offri al S. Padre Giovanni Paolo Il un'icona, in bella cornice, della Vergine di Soufanieh e gli consegnò una lettera personale di Myrna. Il Papa, anima "mariana" fin nelle fibre più nascoste del suo essere, accolse commosso il dono...

"Finalement, tout est grâce" (alla fine, tutto è grazia), dice il p. Zahlaoui nel suo libro (op. cit., p. 30), ribadendo un pensiero del "Curato di campagna" di Bernanos, anche se in chiave diversa.

Non è da noi né giudicare, né prevedere. Ma forse è auspicabile che la Madonna di Soufanieh, che ha voluto manifestarsi con un "segno" tra i più sacri - insieme col pane e col vino - alla comunità ecclesiale, possa aprire al mondo arabo e al resto dell'umanità un'età nuova. L'ulivo è, nella simbologia biblica, oltre che nell'esegesi dei Padri e dei Dottori della Chiesa, figura di Maria: "Oleum effusum nomen tuum!" (0 1, 3); l'olio d'uliva entra di diritto nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, della consacrazione sacerdotale, dell'unzione degli infermi. L'olio è segno di speranza. Esso ha valore di "segnaletica" dello spirito cristiano, come l'acqua della Grotta di Massabielle, come la luce folgorante del sole a Fàtima.

Forse per questo, il Nunzio Accogli ha dato un tono "rnariano" agli incontri durante i quali ha riabbracciato i suoi fratelli di Terra d'Otranto, una volta tornato in patria. Già l'effigie della Vergine di Soufanieh è esposta nella chiesa parrocchiale di S. Biagio, a Galatina (una stupenda antica abbazia olivetana), diretta da don Salvatore Bello. Della Madonna di Soufanieh, il Nunzio ha parlato anche nel santuario mariano, diretto dal parroco don Vincenzo Frassanito e intitolato alla Vergine della Luce, nella stessa Galatina, che è il centro più popolato dell'arcidiocesi di Otranto (trentamila anime). "La Madonna di Soufanieh carnmina", ci dice sorridendo il Nunzio. Ed è così. Da Soufanieh ad Otranto, è sempre Lei, la Madre di Dio: quasi oliva speciosa in campis" (come ulivo che spicca in pianura: Sir 24, 14). Ed è molto bello sapere, oggi, che una Suora salesiana dell'Ospedale italiano di Damasco, Suor Maria Fiorin, ha comunicato di recente al Nunzio Accogli che, il 26 novembre 1993, per la prima volta, le celebrazioni per le apparizioni della Vergine di Soufanieh si sarebbero tenute nella cattedrale maronita di Damasco.

(pages 218-219)

Ma ora che il Nunzio, come gli antichi legionari, è tornato e si è presentato al Papa per dirgli che la sua "missione" era compiuta, ma che poteva ancora continuare se il S. Padre glielo chiedesse per amore del Cristo e della Chiesa, la domanda che vorremmo fargli, e un risvolto della precedente. Ed è questa. Quante volte egli pensa, oggi, alle mille tappe del suo servizio apostolico; ai milioni di volti che ha visto, in Cina, in America Latina, in Egitto, in Bangladesh, in Birmania, in Siria, in Libano, ed altrove; alle personalità del mondo ecclesiastico e laico, con cui ha avuto da fare; ai sacerdoti, alle suore, ai laici apostoli del Vangelo; al problemi della pace, ai bisogni di tanta umanità sofferente e perseguitata, profughi palestinesi, libanesi, ecc.; a Soufanieh, a Myrna, a padre Zahlaoui?... Sono immagini che certamente si susseguono come una sequenza filmica sullo schermo della sua memoria.

Ma tra i tanti, a noi è rimasto impresso il saluto di commiato, che fu rivolto al Nunzio pochi giorni prima della sua partenza da Damasco, il 24 gennaio 1993, dalle Suore Salesiane dell'Ospedale italiano di Damasco. Le suore sono sempre gente buona, umile, sincera, che lavora in silenzio per Cristo e per i suoi fratelli più disagiati. Queste Suore di Maria Ausiliatrice - ce ne siamo occupati nelle pagine precedenti -, nel ringraziare l'arcivescovo Accogli per l'amicizia che egli aveva sempre loro manifestato, per gli aiuti che egli aveva loro dato "nei momenti di difficoltà" (sono loro parole), gli cantarono una canzone, a cui premisero un commento, brevissimo ma carico di una ricchezza spirituale imponderabile.


PRINCIPALI DATE NELLA VITA DI MONS. LUIGI ACCOGLI
(FINO AL 30 NOVEMBRE 1993)
1917 16 agosto Nasce in Andrano (Lecce) da Salvatore e Carmela Cazzato.
  18 agosto Riceve il Battesimo.
1928 12 giugno Riceve la Cresima.
1929  4 novembre Entra nel Seminario Arcivescovile di Otranto, dove frequenta il Ginnasio Inferiore e Superiore.
1935-1938   Studi liceali-filosofici nel Pontificio Seminario Regionale "Pio XI" di Molfetta (Bari).
1938-1943   Studi filosofici e teologici a Roma, nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove consegue il baccellierato in Filosofia e la licenza in S. Teologia.
     
1943  6 marzo Viene ordinato sacerdote nella Cappella dei Pontificio Seminario Romano Maggiore.
  9 marzo Celebra la Prima Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Andrano.
1943-1946   Presso la Pontificia Università Lateranense, consegue il baccellierato in Diritto Civile e la laurea col massimo dei voti in Diritto Canonico.
     
1946-1949   Frequenta la Pontificia Accademia Ecclesiastica, dove consegue il Diploma di Accademia.
1949 19 febbraio Salpa da Napoli diretto a Lima (Perù), in qualità di "Addetto Provvisorio" presso quella Nunziatura, diretta prima da monsignor Giovanni Panico, e poi da monsignor Francesco Lardone.
     
     
1954 maggio Raggiunge la Nunziatura a Bogotá (Colombia) in qualità di Primo Segretario.
1956 marzo Trasferito alla Nunziatura dei Cairo, dove svolge anche attività di "Incaricato d'Affari in assenza forzata (per malattia) del Nunzio, monsignor George de Jonghe d'Ardoye.
     
1957 nov. -1967   Lavora in Segreteria di Stato, come Capo della Commissione Soccorsi; nel frattempo ha raggiunto il grado di Uditore di Nunziatura (1957) e poi (1962) di Consigliere di Nunziatura.
     
  19 ottobre Letto da Paolo VI Arcivescovo titola re di Treba e Nunzio Apostolico in Cina (Taiwan).
  26 novembre Consacrato Vescovo nella Cappella del Pontificio Seminario Romano Maggiore.
1967 7 dicembre Ingresso solenne in Andrano, dopo la Consacrazione Episcopale.
  18 dicembre Partenza per la Cina.
1967 20 dicembre Arriva all'aeroporto di Taipei (Taiwan).
  23 dicembre Presenta le Lettere Credenziali al presidente della Cina nazionalista, Chang Kai-shek.
1970 (sett.) -1979 (luglio)   Nunzio Apostolico a Quito (Ecuador).
1979 (luglio) -1988 (agosto)   Nunzio Apostolico a Dacca  (Bangladesh) e Delegato Apostolico in Birmania.
1988 (agosto) -1993 (feb.)   Nunzio Apostolico a Damasco (Siria)
1989 8 settembre Visita per la prima volta la zona di Soufanieh (Damasco) per rendersi conto del "fenomeno" delle apparizio  ni della Madonna a Myrna Nazzour.
1989 7 dicembre Riceve la veggente Myrna Nazzour nella Cappella della Nunziatura, dove, durante la celebrazione dell'Eucaristia, si rinnova il fenomeno dell'essu dazione dell'olio d'oliva.
1993 18 febbraio Lascia definitivamente Damasco, per fine missione.
1993 6 marzo Viene ricevuto dal S. Padre Giovanni Paolo II, al quale offre un'icona, in cornice, della Vergine di Soufanieh, e con segna una lettera "personale" di Myrna.
  14-24 ottobre Solenni celebrazioni nell'arcidiocesi di Otranto per i due Giubilei di Monsignore: quello sacerdotale  (1943-1993) e quello episcopale (1967-1982).
  16 ottobre Nella cattedrale di Otranto, solenne concelebrazione, presieduta da S. Em. Rev.ma il Card. Pietro Palazzini.